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Il 2016 è iniziato col botto per il mondo del BMX e abbiamo ancora negli occhi e nel cuore gli incredibili trick eseguiti da Tim Knoll a Berlino, una serie di performance che ridefiniscono il BMX contemporaneo, settando un nuovo standard con il quale, ci auguriamo, molti altri atleti vorranno confrontarsi.

Tim Knoll contorsionista sulla BMX

Tim Knoll ripreso in un suo trick classico: ballare il limbo sulla BMX

Il Freestyle di Tim Knoll è radicalmente diverso da quanto siamo abituati ad ammirare. Siamo di fronte a una azzeccata e spettacolare miscela di elementi appartenenti alla ginnastica acrobatica, al bycicle motocross e al parkour, e il dato più affascinante è che Knoll ci regala queste imprese ormai da anni e più invecchia (ha ormai superato la trentina) più migliora, evolve e i suoi video attirano milioni di visite.

Il filmato che ospitiamo illustra alla perfezione, come sempre accade per i video Red Bull, tutto il potenziale esplosivo delle evoluzioni che Knoll compie in sella e anche senza bici, e le fotografie qui riprodotte, sempre opera dei tecnici del brand austriaco, lasciano stupefatti.
In alcuni momenti diventa impossibile capire “cosa” esattamente sia questo atleta: è un ciclista? Un acrobata? Forse un contorsionista? È anche un ballerino di limbo?

La risposta è semplice: Tim Knoll è tutte queste cose e altro ancora ed è, in una parola, inimitabile.
Questo non perché non ci siano in giro altri atleti molto forti: il BMX è pieno di talenti, ma si tratta di talenti che non hanno, molto spesso, il passato e la formazione atletica di Knoll (tranne che per il nostro Simone Barraco, anche lui ex ginnasta) e quindi, pur fornendo prove di assoluto valore sia nel Freestyle che nello Street, è ben difficile che riescano a eguagliare le sue imprese.

Tim Knoll salta da bici a bici

Nemmeno il tramonto ferma Tim Knoll: salto mortale in avanti da bici a bici

Parte del merito, come detto, è da cercarsi nel passato di questo performer statunitense: ha praticato ginnastica dai sette ai tredici anni, poi tuffi durante il liceo e, quando ha cominciato a interessarsi al BMX, in particolare al flatland, ha subito una forte influenza dallo skateboard.
Conoscendo ora questi ingredienti di base, non ci stupisce che il piatto finale sia così originale e creativo.

È più o meno dal 2008 che Tim Knoll ha cominciato a modificare il suo modo di praticare flatland, toccando sempre più spesso il terreno (che è gesto tecnicamente “proibito” in questa specialità) e, con un occhio allo street, ha iniziato a impiegare ogni elemento urbano a disposizione. Ma mentre nello street “normale” questi elementi si riducono spesso a scalinate, rampe, cordoli, ringhiere e panchine, il Freestyle di Knoll trova sempre qualcosa di diverso da utilizzare in maniera spettacolare.

Tim Knoll cammina sulla sua BMX

Tim Knoll non si limita a stare in sella alla sua BMX: quando serve la calpesta e sfrutta come trampolino

Il risultato è un gesto sportivo molto tridimensionale e fluido, un balletto nella città che non viene bloccato dalle situazioni che normalmente fermano la bicicletta.
Il risultato, però, è anche un sacco di cadute, incidenti, spalle lussate, problemi a ginocchia e gomiti e cicatrici varie: Tim si protegge bene solo in occasione dei trick più difficili e meno testati e paga le conseguenze di questa scelta.

Quindi, a costo di far la figura del nonno prudente, vi dico: ammirate Tim Knoll ma non imitatelo in queste scelte. Usare il casco è sempre cosa buona e giusta, ancora di più in queste occasioni, ma anche durante i quotidiani tragitti in città.

A proposito dell'autore

Grande appassionato di natura, cinema e scrittura, collabora da anni con siti di musica, cinema, spettacolo e informazione occupandosi di varie tematiche. Milano gli ha fatto scoprire il mondo della bicicletta e da allora il suo amore per le due ruote continua a crescere inarrestabile.