Il neozelandese Jed Mildon batte sé stesso e, dopo essere stato il primo a chiudere un triplo backflip con una BMX, è anche l’unico ad aver completato una impresa che fino a poco tempo fa sembrava impossibile: il quad flip, quattro rotazioni al’indietro.

Il gesto ha assicurato un posto nella storia del ciclismo per Mildon, ma parte del merito, di riflesso, deve essere attribuita anche al suo amico e compagno di Nitro Circus, James Foster.

 

quad_flip_bmx_jed_mildon_02

Jed Mildon

I due, uniti e divisi dalla BMX, hanno tentato a lungo questa impresa, prima separatamente e quindi insieme, e le parole così come l’attitudine di questi sportivi sono forse il miglior aspetto in assoluto di questo record: competitività, tanto agonismo, voglia di arrivare primi, ma anche la capacità di gioire ed essere contento per il successo dell’altra persona rendono ancora più bello questo quadruplo backflip.

Per ben nove mesi di prove e tentativi i due atleti sono andati incontro a continui insuccessi e anche a qualche brutta caduta: James Foster, in particolare, dal suo set up a Pastranaland in Maryland, sembrava essere più avanti di Mildon nella preparazione del quad flip e nelle possibilità di riuscita, ma alla fine si è dovuto nuovamente inchinare a Mildon.

quad_flip_bmx_jed_mildon_03

James Foster

E pensare che proprio Foster pareva avere più chance di riuscita e, in un ottimo esempio di sportività, che è raro in questi tempi di agonismo esasperato e imprese che sembrano appartenere più allo spettacolo che allo sport, ha persino bloccato per un po’ la sua preparazione per permettere a Mildon di mettersi in pari.

Mildon si è quindi trasferito in USA per continuare i tentativi proprio a Pastranaland, ma c’è stata a lungo una atmosfera di rassegnazione: tentativo dopo tentativo, caduta dopo caduta il Revolution Day sembrava sempre più distante e più di un esperto riteneva impossibile l’impresa.

James Foster è quello che fra i due ha sacrificato il maggior numero di costole all’altare del dio-BMX ma alla fine, costola dopo costola, dolore dopo dolore, ha dovuto abbandonare le prove, lasciano al solo Mildon la storica rampa.
E proprio la rampa ha richiesto molto lavoro e calcolo, con più di quindici modelli testati nella sola Nuova Zelanda, arrivando infine a una struttura alta più di sei metri, più del doppio rispetto a quella normalmente impiegata negli spettacoli Nitro Circus, che si aggira sui due metri e mezzo.

quad_flip_bmx_jed_mildon_04

Jed esulta dopo aver chiuso il primo quad flip della storia

Il resto è storia e vi invitiamo ad ammirare lo spettacolare filmato del quad flip (l’impresa è stata compiuta il due maggio ma la NBC ha saputo mantenere molto bene il segreto fino all’uscita di Revolution Day): si passa dalle urla di dolore a quelle di gioia e l’emozione è davvero contagiosa. A voi il video:

 

Onore e gloria a Jed Mildon quindi, ma anche massimo rispetto per un James Foster che ha dato tutto rassegnandosi solo di fronte a innumerevoli cadute.
Resta da capire il senso di queste imprese, come collocarle e come distinguere spettacolo da sport: superare i limiti è da sempre attitudine umana, ma qual è il vero limite?
Quattro backflip? O cinque? E perché non sei?

E per superare questo nuovo limite basteranno alcune costole incrinate o il prezzo sarà ancora più alto?

Distinguere fra impresa sportiva che porta a conoscersi meglio e gesto da circo che deve soddisfare la voglia di brivido degli spettatori non è mai facile, ma ultimamente sembra ancora più complesso: e voi, preferite gustarvi queste imprese o preferite gare e competizioni meno spettacolari che permettono però di esaltare meglio lo stile individuale?

A proposito dell'autore

Grande appassionato di natura, cinema e scrittura, collabora da anni con siti di musica, cinema, spettacolo e informazione occupandosi di varie tematiche. Milano gli ha fatto scoprire il mondo della bicicletta e da allora il suo amore per le due ruote continua a crescere inarrestabile.