Share with your friends










Inviare

Dopo dodici spettacolari anni, ricchi di successi, trionfi e un modo di vivere la BMX esemplare, Marc Willers ha recentemente annunciato il suo ritiro dalle competizioni, e a tutti noi non rimane che salutarlo e ringraziarlo per un numero incredibile di gare che ci hanno emozionato e che hanno sicuramente spinto tanti ragazzi a mettersi alla prova sulla due ruote più divertente e spettacolare fra tutte.

E sono davvero belle, nella loro franchezza e onestà, le parole che ha scelto per salutare tutti i fan: “Perdere fa schifo. E sto perdendo da così tanto tempo che correre non è più divertente. E l’ultima cosa che voglio è cominciare a odiare lo sport che amo.

Come darti torto, Marc?

Certo, l’agonismo ti insegna che l’importante è partecipare, ma senza la dea della vittoria, specie se si gareggia ai massimi livelli, si partecipa meno volentieri.

Mark Willers, bmx rider che ha vinto due World Cup

Marc Willers, rider affamato di vittorie.

E l’altro insegnamento fondamentale dello sport è che prima o poi toccherà far spazio ad atleti più giovani, agguerriti e preparati, atleti che proprio Marc Willers ha ispirato e ai quali ha sicuramente insegnato qualcosa.

Quindi Marc può aver sì appeso la sua BMX al chiodo, ma continuerà comunque a correre e partecipare attraverso coloro che lo hanno ammirato e preso come esempio di sportivo.

Già numero uno mondiale nel 2007, Willers ha conosciuto il miglior momento di forma a partire dal suo trasferimento dalla Nuova Zelanda agli Stati Uniti e ha accumulato in carriera un numero strepitoso di trofei: due World Cup, una medaglia di bronzo a Copenaghen nel 2011 e una d’argento “in casa”, a Auckland nel 2013, cinque volte nei top sette nei campionati mondiali, partecipazioni alle Olimpiadi, la vittoria al NORA Cup nel 2010 e il titolo ABA nel 2011 sono solo alcuni dei trofei raccolti lungo tutti questi anni.

Marc Willers, da vincitore sul podio

Marc Willers, al centro, da vincitore sul podio.

Ma, complice un brutto infortunio alla schiena, gli ultimi anni non hanno offerto molte soddisfazioni a Marc, che dopo Auckland praticamente non è più riuscito a salire sul podio.

E a trent’anni, dopo tutta la gloria, è ben comprensibile il suo gesto.

Ciao Marc, ci mancherai, ci mancheranno i tuoi tatuaggi e il modo quieto e quasi reticente con cui affrontavi le interviste. E sempre forza 777!

Ecco il video dedicato alla sua storia e al suo ritiro:

A proposito dell'autore

Grande appassionato di natura, cinema e scrittura, collabora da anni con siti di musica, cinema, spettacolo e informazione occupandosi di varie tematiche. Milano gli ha fatto scoprire il mondo della bicicletta e da allora il suo amore per le due ruote continua a crescere inarrestabile.