Occuparsi del grande Alessandro Barbero dopo aver scritto di un altro incredibile atleta come Simone Barraco ti conferma che nella vita di questi rider ci sono alcuni punti fermi che finiscono con il somigliarsi e che plasmano una intera esistenza.

Alessandro nasce nel 1983 e ha anche lui un papà che ama le due ruote, a motore o meno che siano, il quale, appena il pargolo comincia a camminare, gli regala la prima BMX.

Barbero riesce a fare a meno delle rotelle già a tre anni e da lì è una continua storia di amore con sella e manubrio, con il nostro che per più di dieci anni si accontenta di veri e propri ruderi di bmx trovati in giro, che però bastano e avanzano per alimentare la sua passione.

foto di alessandro barbero

Nemmeno il regalo dello scooter riesce a fargli dimenticare la BMX: Alessandro continua a seguire la scena mondiale, guarda in televisione i mitici X Games e ha un eroe personale, lo stesso rider che ha impressionato molti fra noi e che non è facile dimenticare: Dave Mirra.

L’uomo dei miracoli, e il freestyle sempre più diffuso, lo spingono a comprare una BMX e, complice l’alluvione del 1994 che trasforma parte del Piemonte in un enorme dirt park, Barbero trova la giusta occasione per mettere alla prova le sue capacità e, al primo tentativo, riesce a compiere un 360.

Quel 360 lo porterà lontano, lungo un viaggio che non si è ancora concluso e che è composto da tappe di assoluta qualità: nel 2003 vince il Campionato Italiano; nel 2006 regna al primo posto del Suzuki BMX Master a Colonia; il 2007 è un anno particolarmente fortunato, che lo vede incoronato come Freestyler of the Year in Italia, per poi passare alla vittoria dei China X-Games e del T-Mobile contest a Berlino.

foto di alessanrdo barbero in un salto acrobatico con la sua BMX

Il 2006 è anche l’anno in cui Alessandro si aggiudica il “Best Trick” a Hit The Target, e sui trick torneremo in seguito…

Passiamo quindi al 2010, anno in cui Barbero porta a casa la vittoria al FISE di Montpellier, dimentichiamo un brutto 2012 dominato dagli infortuni e sbuchiamo in un 2013 che ci restituisce un Alessandro in ottima forma e ci fa anche capire la dimensione ideale di questo atleta.

Qualificazione nei mondiali BMX World a Colonia, secondo posto al Red Bull Rich Ditchs in Sudafrica, primo alla Poma Dirt Jump a Barcellona e ancora primo in Dirt alla SA Beckjard Jam in Russia, il tutto senza dimenticare la finale a Italians Got Talent, con un quinto posto che gli permette di essere conosciuto anche dal pubblico generalista della televisione.

Parlavamo di dimensione ideale e ci sembra chiaro il fatto che, pur essendo Alessandro un atleta completo, come tutti abbia preferenze decise: i dirt park sono il suo ambiente ideale, mettetelo in mezzo alle rampe e questo talentuoso atleta brillerà in modo intenso, senza temere sfide o pubblico.

E Barbero ha saputo individuare i suoi punti di forza trasformandoli, con ammirevole pragmatismo, anche in un mestiere e una pratica. Certo, non tutto il mondo può essere come il Woodward Park in Pennsylvania, ma possiamo arrangiarci in maniera discreta anche in Italia, ecco quindi attività e iniziative quali i BMX Camp o il Kobra Team.

I BMX Camp offrono a bambini e ragazzi quelle opportunità che sono in pratica mancate ad Alessandro da giovane: piste e rampe, la guida di un rider esperto, la possibilità di conoscere al meglio il mondo della BMX in un ambiente controllato e meno rischioso.

E il Kobra Team può portare, in poco tempo e a costo contenuto, lo spettacolo dei trick in ogni piazza italiana: non si tratta soltanto (e già basterebbe) di far conoscere e diffondere questo mondo, così come non si tratta soltanto di offrire uno spettacolo divertente, emozionante e diverso dal solito.

Nella piazza dove arriva il Kobra Team, a guardare affascinato i vari rider e le loro imprese, può sempre esserci qualche altro futuro Alessandro Barbero che proprio in quella occasione potrebbe innamorarsi della BMX e cominciare la sua carriera su due ruote.

foto di alessanrdo barbero durante uno shooting fotografico con la sua BMX

Oltre a intrattenerci con i suoi trick, Barbero può essere ispirazione per futuri rider e può fornire l’occasione giusta, a quegli stessi rider in erba, per crescere e imparare parecchio: non è poca cosa.

In chiusura torniamo, come avevamo promesso, sui trick.

Non sappiamo quale sia il “trick preferito” di Alessandro, ma sappiamo quale è il trick per cui è più famoso nel mondo.

Si tratta di una mossa alla quale ha potuto dare il nome: tecnicamente sarebbe un “360 windshield whiper” ma ormai è conosciuto da molti come “the italian job”: gli ha fatto vincere il FISE di Montpellier nel 2010 e potete vederne proprio qui!

Ed ecco altri due video che lo vedono assoluto protagonista:

A proposito dell'autore

Grande appassionato di natura, cinema e scrittura, collabora da anni con siti di musica, cinema, spettacolo e informazione occupandosi di varie tematiche. Milano gli ha fatto scoprire il mondo della bicicletta e da allora il suo amore per le due ruote continua a crescere inarrestabile.